L’albero di cui in giù della sua ombra
Il contadino stanco si sdraiava a riposar
memore di centinaia di lustri vedea lui passar.
Nelle sue fronde verdeggianti e folte venian a riparar
dozzine d’ ucelli svegli nel mezzo a ciaccolar.
Frà in su i possenti rami si odea celestial
il cantico richiamo di un usignol cortese,
che senza avanzar pretese è intento a concertar.
Il cacciator errante sì, fermo ad ascoltar
pregno felice il cor rinunzia a battagliar.
Con la sua superbial maestosità
infonde fiducia amor e generosità
ai suoi frutti gli animal del bosco,
si vengono a rifocillà .
Nell’arco del suo lontan vissuto
ha visto e conosciuto, regnanti ,principi e baroni
bensì sopportar dovuto
calamità, conflitti, morti e sopraffazioni.
Come un padre buono e premuroso
che ora come allora accoglie tutti su di se
testimone suo malgrado ha dovuto pur vedé
madri che ancor piangono
bimbi innocenti morti che chiedono perché.
Gli animali come l’albero ci invitano ad ossequiar
come si dovrebbe vivere senza guerreggiar.
E’ l’albero della vita che dona amore pace e libertà
e per la sua memoria storica, nessuno mai dovrà
d’avanzar diritto di poterlo un dì capitozzà.